Geostrategia africana

E’ il titolo dell’ultimo libro del camarunense Jean-Paul Pougala. Economista , scrittore, imprenditore e saggista di rango internazionale, Pougala dirige oggi l’Istituto di studi geostrategici di Ginevra e quello di Douala in Camerun. Ha dedicato tutta la sua vita  e il suo impegno al riscatto del continente africano.

Sintetizzo qui le analisi, le idee e le indicazioni che Jean-Paul Pougala enuncia nel 1^ tomo (politica) del suo libro “Geostrategie africaine”, in lingua francese. Chi volesse conoscere la biografia e l’attività di Pougala può riferirsi ai siti : www.pougala.org

Si tratta di un libro di 200 pagg., denso di idee e di dati, difficile da sintetizzare e rappresentare. L’autore assume come riferimento ideale ed intellettuale Giordano Bruno, condannato al rogo per eresia dalla Chiesa di Roma  e bruciato vivo con i suoi scritti a Roma,il 17 febbraio 1600 (anno del giubileo).

Come per il pensiero e gli scritti bruniani di allora, serve oggi una rinascita dell’Africa che nasca dalla dissidenza intellettuale del suo popolo e delle sue avanguardie. La dipendenza africana sta anzitutto nel pensiero dominante che ha introitato nella mente degli africani l’idea di essere poveri, arretrati,inferiori. Il primo esempio di questa impostura storica e grossolana sta nella GEOGRAFIA e nell’uso dei termini dominanti che la caratterizzano. Quindi la descrizione geografica del mondo come strumento di sottomis- sione politica e mentale, basata sull’eurocentrismo e sulla supremazia indiscussa dell’Occidente.

Una carta geografica del mondo, creata nel 1569, che usa termini e descrizioni del tutto fasulli e relativi , ma funzionali al dominio indiscusso dei colonialisti di ieri e di oggi : Nord/Sud, vicino e medio-Oriente, Africa del nord e del sud,ecc. Si arriva fino al punto di manipolare le reali dimensioni dei Paesi. per es. l’Africa rappresenta il 20,3% delle terre emerse e l’intera Europa è 4,4 volte più piccola.

Le conseguenze di questa manipolazioni ripetute è quella di indurre una inferiorità definitiva dell’Africa di fronte all’Europa. Si ripete ,ad es. , che l’Africa è povera;  che i suoi Paesi sono “emergenti” (cioè giammai sviluppati); che è soggetta a divisioni tribali ed etniche… mentre è l’Europa, pur indebitata fortemente, che si autoproclama ricca, evoluta, democratica, superiore… Se i docenti africani trasmettono ai loro giovani dati geografici fasulli , inventati dai colonizzatori, non potrà mai emergere una fierezza africana liberatrice. Oggi l’imperialismo degli USA e della Nato – con la complicità dell’ONU- sta provocando vittime a catena in Africa : migliaia di morti in Costa d’Avorio e decine di migliaia in Libia (con 7.700 missili e bombe all’uranio impoverito); altri ancora in Mali. Fonti occidentali parlano di 60.000 morti in Libia.

La posta in gioco è il nuovo ordine mondiale sotto egemonia USA-Nato, in violazione di tutte le norme del Diritto internazionale  e di quello dei popoli. L’aggressione USA-Nato ai popoli africani ha allarmato la Cina che ha deciso di sfidare in Africa, con una collaborazione solidale, l’egemonia di USA,Francia e U.K. Anche la Russia ha deciso di passare dal dollaro allo Yuan, moneta giapponese sempre più diffusa. Si è così stabilita una più forte alleanza strategica tra Russia e Cina, provocando un riarmo della Russia. L’assassinio del col. Gheddafi ha frenato lo sviluppo dell’Unione Africana, con una moneta e una Banca comune africana, prevista per l’anno 2016. Purtroppo i governanti di alcuni Paesi africani hanno votato la risoluzione ONU che apriva la strada alla aggressione USA-Nato in Libia. Per contro la politica cinese di cooperazione solidale e di scambi  paritetici sta avendo successo in Africa e in America Latina, e non solo nel Venezuela  del socialismo bolivariano. E’ dunque l’Europa che si trova oggi isolata e fuori gioco.

In sostanza l’Africa non ha nulla da perdere in  questa nuova configurazione del mondo. La speranza è che l’Algeria, alfiere dell’Unione africana, possa guidare la riscossa liberatrice per un miliardo di africani. L’autore denuncia il ruolo spionistico di quelle ONG che non sono affatto “non governative”, come dicono.

Esse costituiscono una nuova forma di spionaggio che agisce contro i diritti dei popoli africani. Come si può dire “indipendente” una ONG finanziata dal congresso USA ? Il loro ruolo è quello di far credere che i colonizzatori vogliano aiutare l’Africa povera ed indifesa, depistando gli africani dai problemi veri del Paese e sostituendosi al ruolo proprio dello Stato locale.Si deve invece rivendicare che il rapporto Europa-Africa avvenga tra gli Stati, senza intermediari come ONG. E’ ciò che avviene con successo nel rapporto, sovrano e paritetico, Africa-Cina. In tutti i luoghi pubblici occidentali- aeroporti, stazioni,ecc. –si trovano gigantografie che mostrano bambini africani denutriti e affamati, assaliti da mosche  ed insetti. E’ un modo strumentale per giustificare il ruolo “benefico e disinteressato” della ONG, privo di contropartite.

Il tipo africano che piace all’occidente è ben impersonato dal pres.del Senegal Diouf che valorizza e presiede associazioni francofone che diffondono dipendenza culturale e linguistica. Invece gli africani debbono imparare più lingue straniere, come fanno gli scandinavi, senza fossilizzarsi solo su una (il francese). In realtà la schiavitù e la colonizzazione imposta all’Africa ha avuto l’effetto di indebolire i colonizzatori. Abituati a tenere un alto livello di vita, ricevendo prodotti e servizi a prezzi irrisori (schiavitù), gli occidentali sono stati costretti a indebitarsi sempre più, man mano che gli schiavi si liberavano per meriti propri o per l’aiuto reale esterno (la Cina). Gli schiavisti pensavano che Paesi – come Cina ed India- fossero “giganti dormienti” e che la rapina delle risorse africane potesse continuare all’infinito, ma non è così.

Recentemente la “ Corte penale internazionale” – uno strumento illegale dell’imperialismo che ha ucciso e condannato presidenti legittimi “scomodi”- ha incriminato il pres. della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo, definendolo un “dittatore”. Un attributo che gli occidentali affibiano ai presidenti che tentano di fare , in autonomia, gli interessi del popolo che li ha eletti. Mentre definiscono “democratici” quelli che sono al servizio dei loro interessi coloniali e che vengono sostenuti per l’eternità. In questa fase storica la Cina si domostra il migliore alleato strategico dell’Africa, come dimostrano gli esempi del Camerun e della Costa d’Avorio,che hanno contrastato con successo le pretese di FMI e BM.

Il Camerun ha scelto la collaborazione con la Cina, la Costa d’Avorio è rimasta nell’area occidentale. Il testo confronta i risultati delle due scelte  diverse : positivi per il primo Paese, negativi per il secondo. Il declino dell’Occidente colonizzatore è perciò una opportunità favorevole per l’Africa, a condizione che sappia fare le scelte giuste e trovare investimenti ed occasioni convenienti, senza contropartite perdenti.

Il XXI° secolo ha sancito la fine degli Stati-nazioni e il trionfo degli Stati-Continente.

Qualcuno dovrebbe spiegare a tutti che le aggressioni imperaliste agli Stati africani  a vantaggio delle loro multinazionali , servono in definitiva gli interessi cinesi, per almeno tre ragioni : perchè prima o poi queste multinazionali saranno rilevate dalla Cina ; perchè saranno costrette a fallire; perchè potranno essere acquisite per un tozzo di pane.Infatti il debito occidentale aumenta sempre più, soprattutto a favore della Cina ; dal 2007 al 2010 sono fallite 235 banche USA. In Iraq oggi il 50% dela danaro della ricostruzione post-bellica va alla Cina, che ha semplicemente acquistato le multinazionali NATO che dovevano attuarla.

L’autore cita poi il summit dei capi di Stato africani di Lomè (2000) che hanno deciso di convocare una conferenza di 500 intellettuali africani per riflettere sul “ruolo di intellettuali, artisti ed uomini di cultura per la costruzione dell’Africa”, per superare la frammentazione  e la diaspora della “intellighenzia” africana.

Altre conferenze simili si sono tenute negli anni. Pougala suggerisce un approccio più efficace per il riscatto dei singoli Paesi e dell’intero continente, citando gli esempi fecondi dell’India e della Cina. Per ciascun Paese africano suggerisce di mobilitare i cittadini residenti all’estero affinchè creino imprese proprie nel Paese d’origine ; di stimolare i cittadini residenti all’estero per fare esperienza in campo politico ed amministrativo in mdo da applicare in patria la loro esperienza; educare i cittadini residenti all’estero  sulla situazione reale del loro Paese d’origine in modo da prepararli  a gestire queste realtà dimenticate.

In ambito pan-africano, l’Unione Africana dovrebbe recensire talenti africani di rilievo, in ogni campo di attività e che vivono all’estero , in modo da impegnarli nella riscossa dell’Africa.Cita esempi di attrici famose- come Charlize Theron- oppure nigeriani di successo in campo finanziario e commerciale. E’ ciò che fanno India e Cina, con successo e da tempo. 

Denuncia poi l’uso politico e strumentale del “Premio Nobel”  da parte occidentale : esso viene assegnato a persone ignobili e mediocre con l’obiettivo di destabilizzare il Paese a vantaggio dei colonizzatori. Cita i casi  eclatanti della squallida liberiana Ellen Johnson-Sirleaf, sponsorizzata da Obama nel 2011, e del dissidente cinese Liu XiaoBo nel 2010, fervente propagandista delle guerre e  dell’ingerenza imperialista in Cina, in Tibet e altrove. Nefandezze che si ritorcono poi contro coloro che le  organizzano,come dimostra il caso dell’import/export di salmone tra Norvegia e Cina, risoltosi a tutto vantaggio della Cina, e non solo per il salmone, quanto per i prodotti elettronici cinesi importati massicciamente in Norvegia. Pougala denuncia poi la mistificazione della cosiddetta “democrazia occidentale” e delle elezioni truccate che servono solo a perpetuare il potere dominante e sbandierare una falsa supremazia “democratica”. Fa gli esempi dei sistemi elettorali truccati di USA, Francia ed Italia, che i colonizzatori vogliono imporre all’Africa allo scopo di dominarla meglio.

Il 27/10/2011 la Cina comunista è stata chiamata ad aiutare 17 Paesi della UE ( e dell’euro) in grave crisi economica e finanziaria. Eppure nel 1989, con la caduta del muro di Berlino e la fine dell’URSS, era stata annunciata con enfasi la vittoria del capitalismo sul comunismo. Una vera umiliazione per i Paesi della UE.

Ma la favola della ricchezza europea continua,nonostante il fatto che 3.200 ML$ di aiuti cinesi non bastano  a salvarli dalla bancarotta. Finalmente , dopo 500 anni, una buona notizia per l’Africa : sapere che esiste sulla scena internazionale un Paese che tiene sotto controllo gli storici predatori dell’Africa. Così i Paesi africani possono finalmente indirizzarsi al vero sviluppo umano, come nel caso dell’Angola che nel 2010 ha realizzato uno scambio commerciale con la Cina per un importo di 20 ML$. L’autore dedica poi 4 capitoli del suo libro alla barbara aggressione imperialista sulla Libia di Gheddafi, illustrando le vere ragioni di quell’assalto pianificato, condito di menzogne, ipocrisie,  crimini reiterati.

Su questo blog abbiamo a più riprese illustrato i bombardamenti e i misfatti pianificati USA-Nato in Libia, con la barbara uccisione di Gheddafi e del suo modello di socialismo popolare. Gheddafi era anche la personalità africana di prestigio continentale che stava lavorando alla indipendenza economica e politica dell’Africa, con strumenti antagonisti rispetto a FMI e Banca Mondiale (Unione e Banca comune africana, moneta unica,ecc.). E’ questa una delle ragioni, oltre la rapina di petrolio e gas, per le quali è caduto, combattendo eroicamente a difesa del suo popolo che egli stesso aveva liberato dal colonialismo occidentale. Pougala riprende con dovizia di prove questa storia criminale, affermando che l’aggressione USA-Nato in Libia costituisce di fatto una disfatta dell’occidente e il suo reale declino ideologico. Nel 2000, 13 Paesi UE su 15 avevano governi di sinistra. Oggi i 27 Paesi UE hanno governi di destra o di estrema destra.

Per molti popoli del mondo, non solo africani, è caduto il mito della “democrazia” e della “autorevolezza” occidentale. La sua crisi non è solo economica, ma morale e spirituale : si traduce in una totale mancanza di pensatori, di studiosi,di guide spirituali, di intellettuali impegnati. Il Re-danaro ha travolto ogni cosa al suo passaggio. nel secolo dei Lumi erano i filosofi europei che denuncivano i governanti per banditismo di Stato.

L’autore riporta la reazione e la lettera di Victor Hugo (nov.1861) per denunciare l’aggressione franco-inglese contro la Cina, con il saccheggio del celebre palazzo d’estate di Pechino.

Oggi il silenzio degli intellettuali europei sui massacri Nato in Libia, con la barbara uccisione di Gheddafi e della sua famiglia (giovani figli inclusi), suona come complicità criminale dell’intera Europa. Altra la reazione africana, testimoniata da una lettera aperta (senza risposta) indirizzata ad Obama, e dal ripudio degli intellettuali africani verso CNT (comitato naz.temporaneo dei mercenari), creatura degli imperialisti.

Quanto vale oggi la parola di un alto dirigente USA ?- si chiede- Pougala : nulla di nulla, è la risposta. Ricostruisce la vera storia dei migranti africani : Gheddafi aveva proposto a tutti i capi di Stato una carta di identità unica per tutti gli africani, in modo da ridurre gli ostacoli burocratici.Tutti i dissero d’accordo, ma alcuni di essi, dopo un viaggio in Francia ed UK, cambiarono idea. Da qui cominciò l’immigrazione clandestina in Libia, con migranti che provenivano prorio dai Paesi che avevano rifiutato la proposta.

Altro slogan diffuso era quello del periodo troppo lungo di Gheddafi alla guida della Libia.L’autore riporta esempi di molti Paesi occidentali che hanno o avevano leader ben più longevi (in Italia Andreotti).
La tragedia libica insegna agli africani molte cose. In primo luogo  la necessità di superare ignoranza e propaganda imperialista, per capire quale destino possono scegliere. I Paesi africani vengono spinti a dividersi, in modo di poterli dominare. E’ invece necessario, come sosteneva Gheddafi, che l’Africa si unisca in un solo Stato, con un solo esercito, una sola economia, una sola moneta. Gheddafi aveva dato all’Africa la possibilità di avere un satellite a copertura continentale per tutti i servizi comunicativi e digitali (RASCOM1)

Ciò avrebbe  anche consentito un enorme risparmio sulle spese annue che vanno a multinazionali straniere. La Libia investì 300 ml$, le banche africane 77 ml$ : così l’africa ebbe il primo satellite il 26/12/2007.

L’ONU si è dimostrato finora uno strumento di guerra e di colonizzazione imperialista, tutti i 53 Paesi africani aderenti debbono uscirne, sostiene Pougala. La attuale crisi politica e militare che riguarda la Costa d’Avorio è un preludio di una possibile guerra tra Cina ed Occidente, perchè gli interessi dei due soggetti sono totalmente antitetici. Forse la prima guerra mondiale del XXI^ secolo inizierà in territorio africano. L’arrivo della Cina in Africa costituisce un incubo per l’Europa, che cerca in ogni modo di bloccarne la politica di cooperazione.Ma mentre i leader cinesi hanno visitato più volte i Paesi africani, 21 dei 27 governanti della UE non hanno mai messo piede in Africa.

Infine l’autore confuta la storica egemonia francofona sul Continente africano : essa determina repressione di ogni opposizione reale, dipendenza culturale e linguistica, dipendenza militare. Infatti alcuni governi-sudditi hanno siglato accordi con la Francia che consente un suo “tempestivo intervento miliare “ in caso di disordini interni, rivolte,ribellioni popolari, che possono così essere represse militarmente (com’è accaduto).

La Francia si vanta di accogliere africani sul suo territorio senza imporre il visto di ingresso : ma ciò vale per cittadini di molti altri Paesi (es. quasi tutti i Paesi latino-americani).  In definitiva , la storica dipendenza africana dalla Francia non ha alcun motivo di esistere, perchè nega di fatto l’autonomia formale sbandierata.

Spero che questa mia sintesi di un libro importante ed illuminante sulla realtà africana di oggi, in rapporto alla geostrategia europea e mondiale, possa stimolare il lettore ad approfondire dati, notizie e fenomeni-  politici e sociali – che riguardano il Continente africano, del quale sappiamo poco e male.E’ nostro interesse, di italiani ed europei, stabilire con i Paesi africani rapporti di amicizia, di pace  e di solidarietà. E’ una questione di valore umano, ma anche di interesse economico e commerciale sempre più necessario.

Enrico Giardino – 29 giugno 2013

Un commentaire

  1. LIONEL a dit:

    C’EST L’UNE DES LUMIERES DU CONTINENT POUR CETTE AIRE CI, METTONS NOS HEROS OU ILS MERITENT PERSONNE NE LE FERA A NOTRE PLACE ! GRATITUDE POUR LE BON TRAVAIL QUE VOUS ABATTE MONSIEUR POUGALA!

    05/01/2016
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