L’attacco al supermercato di Nairobi : perchè e per chi ?

Traduzione italiana :  Enrico Giardino

L’attacco al supermercato di Nairobi in Kenia ha occupato per giorni giornali e TV, non solo in Italia. Si è detto dell’eccidio dei terroristi, della reazione delle forze speciali keniote,  dei morti e feriti. Per i media la strage,opera degli islamisti somali di Al Shabaad, avrebbe colpito un supermercato di proprietà israeliana.

Ma importanti e recenti fatti di “contesto”, censurati, danno altre motivazioni che J.P.Pougala illustra qui.

Gli islamisti somali di Al Shabaad, che il governo Keniano combatte in patria e in Somalia, sono i responsabili della strage nel supermercato di Nairobi (Kenia).Già nel marzo 2012 avevano compiuto un attentato contro la stazione degli autobus di Nairobi, uccidendo 3 persone e ferendone altre 20.Sappiamo che terroristi e mercenari hanno agito anche in Libia (per defenestrare Gheddafi) e oggi in Siria contro Assad, per gli stessi fini. La domanda che sorge è la seguente : per conto di chi agiscono questi terroristi ? Per “nobili cause patriottiche”- peraltro ignote-  oppure servono gli interessi dei poteri (occidentali) contro lo scomodo governo Keniano ? Non sappiamo quale sia la verità, ma la traduzione-sintesi del testo di J.P.Pougala ci aiuta a capire e riflettere (ndt).

Pougala si pone alcune domande : Perchè ora ? Perchè dopo che il Kenia si sta voltando ad EST, verso Mosca e Pechino ? Ormai gli scambi commerciali kenioti si fanno in yuan cinesi, non più in dollari. Il Kenia ha scoperto nel suo sottosuolo il più vasto giacimento di acqua potabile del mondo, che interessa l’Europa.

Dakar (Senegal) ha vissuto la sua prima settimana senza acqua potabile. L’impianto di potabilizzazione costruito nel 2004 da una impresa francese, e garantito per 30 anni, ha avuto problemi di tubazioni. Perciò si è proposto ai Paesi attraversati da 3 fiumi (Senegal,Niger e Casamance) di indebitarsi per 50 miliardi di franchi-CFA per la desalinizzazione dell’acqua dell’Oceano atlantico.

Ma ritornaniamo al Kenya : ha subito di recente un incendio all’aeroporto, mentre si volge alla Cina per affrancarsi da un turismo fatto di pedofili e predatori sessuali occidentali in veste industriale. Anche 40 anni fa in Italia, il delitto Moro e Gladio avevano le stesse finalità: impedire che l’Italia si affermassero forze e politiche “sgradite” agli USA e vicine a Mosca.Oggi l‘abiura occidentale riguarda Russia e Cina, in Africa come in Italia. Da qui l’impostura mediatica anti-africana. “Liberation” del 24 sett.u.s. scrive che Israele aveva diretto a Nairobi l’operazione di liberazione degli ostaggi nel supermercato (falso !). Il kenia combatte già Shabaad in Somalia e in patria da 10 anni : come poteva mai cedere questo ruolo-guida ad Israele, proprio sul suo territorio ?

Giornali e TV francesi titolano che tutti gli Stati africani sono tutelati da Israele : una menzogna, per far passare l’idea dell’incapacità africana di autogovernarsi. Infatti il presidente francese ha organizzato a Parigi una conferenza sulla “sicurezza” in Africa. Ultima menzogna in ordine di tempo : l’intervento del Kenia e dell’Etiopia per ristabilire lo Stato di diritto in Somalia, contro i terroristi, sarebbe finanziato da USA ed UE. Falso ! Gli africani non vogliono affatto che le loro controversie interne siano gestite dai non-africani. Qualsiasi aiuto occidentale deve rimanere sotto comando africano, vincolo che gli occidentali hanno già respinto. Peraltro quella dell’aiuto in Somalia è un’altra favola, come quella dell’aiuto USA all’Egitto. Non ci sono “aiuti” ma solo mire di sottomissione.

In realtà, la mediocrità dei politici occidentali ha creato Paesi deboli, alla mercè dei poteri finanziari. In soli 5 anni Sarkosy ha accumulato 700 ML€ di debiti, cioè una volta e mezzo più del debito totale di 54 Paesi africani. Obama dovrà convincere il Congresso, il prossimo 17 ottobre , che bisogna ancora aumentare il debito USA.

Servono altri soldi per guerre di aggressione e contro il ”terrorismo”: servono pretesti e un clima di emergenza. Perciò si preparava a scatenare la guerra in Siria, a sostenere Shabaad e Giaidisti siriani, a creare un clima di terrorismo incombente. Gli USA si indebitano sempre più con la Cina per pagarsi spese crescenti. Mettono l’accento sulla mancanza di “democrazia”in Cina,mentre documentari della TV francese (ma anche italiana) mostrano le  loro collusioni Stato-mafia. L’Africa deve trovare la sua strada, per evitare che gli esperti delle “democrazie occidentali” installino in Africa le loro mafie finanziarie. Se non lo faranno avranno ancora decenni di sottomissione, come accade oggi a Grecia, Italia e Spagna. L’esempio del Mali sta lì a dimostrarlo. E’ la loro finanza che comanda la loro politica e non viceversa.

In conclusione, dobbiamo chiederci : perchè il Kenya ?

Il Kenya era il simbolo dell’Africa degli animali, senza africani, come la letteratura coloniale e razzista del 19^ secolo aveva raccontato. Ancora oggi,  per le TV occidentali il Kenya esiste solo per i parchi zoologici e per i safari. Ma il Kenya va cercando la sua salvezza laddove si trova oggi : verso Cina e Russia che ne sono le fonti, mentre gli altri soffrono di sovra-indebitamento crescente. I dirigenti Kenioti hanno guardato anche ad altri Paesi, come la Tailandia. Se la Tailandia ha smesso di essere il bordello degli occidentali, il merito è dei capitali russi e cinesi, soprattutto nel settore degli immobili (case).

Nel Paese vi sono oggi circa 30.000 russi. Con le guerre di Corea e del Vietnam , i marines USA avevano bisogno di trovare ragazze disponibili per distrarsi. I bordelli tailandesi si vanno chiudendo progressivamente , sostituiti a  Pattaya da alberghi e abitazioni. E’ stato creato un ministero ad hoc per gestire il nuovo turismo russo e cinese. Ad es., le aziende russe offrono ai lavoratori soggiorni in Tailandia, come premi di produzione.

Il Kenya sta seguendo in ciò l’esempio della Tailandia per rilanciare il suo sviluppo, ed affrancarsi dalle grandi catene turistiche  speculative occidentali. “Chi ha interesse a bloccare questo processo di emancipazione, molto scomodo per i colonizzatori imperiali” ? (ndt).

 

Jean-Paul Pougala

26 settembre 2013

Traduzione italiana :  Enrico Giardino

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